Home Cellule staminali Cellule staminali dell’intestino, nuova frontiera della medicina

Cellule staminali dell’intestino, nuova frontiera della medicina

194
SHARE
ricerca-sla

Lo studio sulle cellule staminali continua a dare risultati molto positivi circa la loro possibile applicazione nella cura di numerose tipologie di patologie che attualmente non dispongono di cure efficaci, ma solo di trattamenti per ritardarne gli effetti degenerativi. Molto si discute della possibilità che le cellule staminali pluri-potenti, ricavate da cellule staminali adulte, possano risultare efficaci per la cura della SLA o della Sclerosi Multipla, ma primi ed incoraggianti risultati sono arrivati dallo studio delle staminali presenti nell’intestino.

Un gruppo di ricerca del Children Hospital di Los Angeles, infatti, hanno mostrato in un recente studio che è possibile ricreare in provetta un intestino tenue utilizzando le cellule staminali presenti nel nostro stesso intestino. Sfruttando delle cellule umane adulte, quindi, si potrebbe dar vita ad un nuovo intestino, che secondo lo studio dovrebbe essere efficace al 100%, garantendo una completa funzionalità.

Una speranza per gravi malattie debilitanti dell’intestino

Se i risultati dello studio – pubblicato sull’AJP – American Journal of Phisiology fossero confermati, si potrebbe affermare che ben presto molte malattie, anche gravi, dell’intestino tenue potrebbero avere la giusta cura. L’intestino tenue ricreato in laboratorio è stato chiamato TASI -Tissued Engineered Small Intestine, e le sue possibili applicazioni fanno ben sperare per il progresso della medicina.

ricerca

 

In particolar modo sarebbe la patologia dell’intestino corto a trarne beneficio, una malattia che colpisce i bambini sin dal momento della nascita, o che può insorgere a seguito di interventi chirurgici; i sintomi della malattia, derivanti dall’incapacità di assorbire grassi e vitamina B12, si possono riassumere in vomito, dolori addominali e importante perdita di peso. L’intestino TASI andrebbe a sopperire alle mancanze dell’intestino corto, dal momento che è stata provata la capacità dello stesso di assorbire non solo vitamine e grassi, ma anche gli zuccheri.

medicinaSe gli studi giungessero ad ulteriori conferme, si potrebbe davvero essere giunti ad una svolta epocale nella cura delle patologie riguardanti l’intestino tenue. Attualmente, infatti, l’unica via possibile per guarire i pazienti è quella di asportare l’intestino, sostituendolo con quello di un donatore. Questi trapianti hanno liste d’attesa molto lunghe: pensare di poter realizzare un nuovo intestino a partire dalle cellule staminali presenti nel proprio organismo potrebbe ridurre i tempi per la cura di numerose malattie, garantendo anche una maggior efficacia alla cura.