Legge Balduzzi sulla sperimentazione delle staminali

Legge Balduzzi sulla sperimentazione delle staminali

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Noto anche come “decreto Stamina”, la legge Balduzzi ha a tutti gli effetti aperto le porte all’utilizzo compassionevole di alcuni trattamenti con le cellule staminali mesenchimali, in grado di rigenerare i tessuti, sostituendosi alle cellule danneggiate o a quelle che mostrano segni di invecchiamento. La sperimentazione può essere utilizzata solo per rare patologie di origine neurale e autoimmuni, che al momento non hanno nessuna cura se non, per l’appunto, quella di tipo compassionevole.

Si tratta di un’apertura, per molto insperata, da parte del governo

Per molto tempo si è parlato dell’utilizzo di queste cellule proprio per essere applicate a gravi malattie neurologiche, che vanno a colpire le persone di qualsiasi fascia d’età, e che molto spesso si presentano già dalla nascita.gazzetta_ufficiale_legge balduzziIl decreto, di fatto, ne libera l’utilizzo, eliminando quei rigidi paletti imposti dal mondo scientifico occidentale. In primo luogo è previsto che tutti i pazienti che abbiano intrapreso le cure del metodo “Stamina” possano completare i trattamenti “con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali, lavorati in laboratori di strutture pubbliche”. Il tutto, ovviamente, secondo delle procedure che siano ritenute idonee alla lavorazione e alla conservazione dei tessuti e delle cellule: le responsabilità, in questo senso, sono tutte a carico del medico che ha prescritto la sperimentazione al paziente.

Una nuova sperimentazione con le cellule staminali

La legge prevede che sia il Ministero della Salute a promuovere una nuova sperimentazione clinica, coordinata con l’Iss, ovvero l’Istituto superiore di sanità, per comprovare l’efficacia della cura di tali malattie rare ed autoimmuni, trovando delle terapie adeguate. Le varie sperimentazioni sono tenute sotto controllo proprio a livello ministeriale, con il contributo di Aifa e Cnt, a cui sono inviati le informazioni dettagliate sulle indicazioni terapeutiche per le quali è stato avviato il trattamento. Come conseguenza di questo monitoraggio, le regioni e le province vengono fornite di una documentazione completa, con una relazione sugli esiti dell’attività di controllo e delle valutazioni, nonché sull’uso delle risorse economiche che sono state stanziate per le sperimentazioni. Un’apertura da parte del Governo c’è stata, ora bisognerà vedere che tipo di riscontri potrà avere in ambito strettamente terapeutico.

Il Ministero ha inoltre istituito, in base a quanto previsto dal decreto, un osservatorio speciale, che controllerà da vicino lo svolgersi delle terapie avanzate con cellule staminali. L’ente avrà compito di proporre, monitorare e garantire la trasparenza delle procedure e delle informazioni.