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Nadal cura il dolore alla schiena con le cellule staminali

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Una delle notizie che ha fatto molto discutere negli ultimi mesi, è stata la scelta del campione di tennis Nadal, di sottoporsi al trattamento con le cellule staminali per la cura del dolore alla schiena. A gennaio dello scorso anno le condizioni fisiche del tennista sono peggiorate e questo ha influito negativamente sulle sue prestazioni. La sconfitta sul campo dell’ Australian Open con Wawrinka l’ha convinto a prendere una decisione drastica: un ciclo di cure con le cellule staminali della durata di 5 settimane presso una clinica di Barcellona.

I trattamenti con le cellule staminali

Il numero 3 del tennis mondiale si era sottoposto ad un trattamento a base di cellule staminali anche in passato. Nel 2013 infatti era ricorso alle staminali per curare l’artrosi al ginocchio destro che gli ha permesso di vincere ben 4 tornei nel 2014. Purtroppo l’infortunio al polso, il dolore sempre più invalidante alla schiena e l’appendicite hanno costretto il campione ad una pausa.

nadalL’utilizzo delle cellule staminali a scopi medici è ancora in fase sperimentale e non si avvale di procedure standardizzate. Lo staff di Nadal però continua a nutrire molte speranze al riguardo. Le cellule staminali infatti rigenerano i tessuti e le cartilagini che in alcuni casi sono stati completamente ricostruiti. Il recupero del giovane Rafa in brevissimo tempo ha iniziato a far destare qualche sospetto nel mondo dello sport. Come è possibile che dopo tante assenze e mesi di stop forzato abbia ritrovato la sua vecchia forma? Il dibattito è scivolato ben presto nella più spicciola dietrologia e il tennista è stato sottoposto a numerosi controlli antidoping brillantemente superati.

In Italia il trattamento con le staminali è considerato doping a tutti gli effetti, ma uno studio effettuato presso gli studi dell’Università di Milano, in collaborazione con lo Ieo (Istituto europeo di oncologia), fa sperare che diminuiscano i pregiudizi. Lo studio sulla rigenerazione di organi e tessuti malati è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, in questo caso gli scienziati non si sono occupati di trovare una cura per il mal di schiena, ma di riparare il tessuto bronchiale di un uomo di 42 anni cui era stato asportato un polmone per “mesotelioma pleurico”.

Al giovane sono state asportate le cellule staminali mesenchimali presenti nel midollo osseo e tramite la broncoscopia flessibile sono state iniettate nell’area del bronco dove era presente una specie di “ferita aperta” che si era formata dopo l’intervento e che impedisce la cicatrizzazione. Dopo 8 mesi dal trattamento il paziente non ha avuto recidive.

Allo studio seguirà una lunga fase di approfondimenti e di protocolli clinici e sperimentali per far diventare la procedura standard. Ma a volte i “tempi” della medicina sono più lunghi di quelli della legge, e la strada è ancora lunga e in salita.

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