Home Cellule staminali Ricostruire la superficie corneale con cellule staminali, l’Europa approva il farmaco

Ricostruire la superficie corneale con cellule staminali, l’Europa approva il farmaco

242
SHARE
ricerca staminali

L’importanza delle cellule staminali è ormai fuori discussione, difatti dopo aver riconosciuto in esse la fonte di nuove terapie è subito iniziata una campagna d’informazione volta a sensibilizzare sopratutto le future mamme a non sprecare le cellule staminali al momento della nascita del figlio. Secondo quando stabilito dalla legge, ormai da anni è possibile sottoporsi al trattamento di estrazione e conservazione delle cellule staminali che vengono prelevate dal cordone ombelicale in modo totalmente sicuro ed indolore.

La superficie corneale e le cellule staminali

L’importanza di queste staminali in questi anni viene sempre più spesso confermata dai ricercatori medici che studiando queste cellule stanno riuscendo a creare nuove terapie. Proprio in ambito di scoperte un grande successo lo si deve riconoscere all’Italia che è riuscita ad attuare una terapia approvata dall’Agenzia europea per i medicinali con lo status di prodottoocchi e staminali farmaceutico di cui è autorizzata la vendita. Lo studio condotto presso il Centro di Medicina Rigenerativa di Modana da Holosteam Terapie Avanzate, si è incentrato sulla rigenerazione della superficie oculare danneggiata da ustioni o sostanze chimiche tramite terapia a base di colture di cellule staminali corneali prodotte dal centro stesso. Tramite questo trattamento i ricercatori sono riusciti a ricostruire la superficie danneggiata facendola tornare perfettamente trasparente. A spiegare il funzionamento di questo trattamento ci ha pensato Andrea Chiesi, amministratore delegato di Holosteam assieme a Graziella Pellegrini, una delle ricercatrici che si è cimentata in quest’avventura:

«Dopo che saranno stati negoziati gli accordi a livello dei singoli stati» spiega Andrea Chiesi, amministratore delegato di Holostem «chiunque potrà essere trattato in centri europei specializzati senza doversi sottoporre a lunghi e costosi “viaggi della speranza”». «La cura è estremamente personalizzata, ma a viaggiare sono solo le cellule» precisa Graziella Pellegrini, che con Michele De Luca ha portato avanti per oltre vent’anni la ricerca alla base di questo successo.